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Sito ufficiale della Confederatio - Confederazione Comunità di Popolo

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mercoledì 19 gennaio 2011

OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE.

Cari lettori, da oggi il blog dei Lupi viene assorbito dal sito ufficiale del Centro Studi Socialismo Nazionale che avrà di volta in volta dei contenuti accessibili ai commenti rispetto ad eventuali comunicati ufficiali della Presidenza. Naturalmente sul sito ufficiale troverete un accesso all'archivio di questo blog per eventuali riletture e consultazioni del lavoro sin qui svolto.
Il Veterano ringrazia tutti coloro che hanno avuto la cortesia e la pazienza di leggerlo in questi anni e naturalmente sarà presente ogni tanto anche sul sito ufficiale a seconda delle necessità di servizio alla Causa.
D'altra parte la costituita Confederatio necessita di ulteriori sforzi di funzione per ognuno di noi e non bisogna disperdere inutilmente le energie.
In Alto i Cuori !

sabato 15 gennaio 2011

NE’ MARCHIONNE, NE’ CGIL.


In un recente quanto telegrafico commento sul blog del Centro Studi mi sono permesso di indicare un indirizzo di principio su cui d’ora in avanti dovremmo seriamente riflettere. Si tratta dell’approccio alle nuove ed ultime conseguenze della destrutturazione del lavoro come lo avevamo conosciuto fino ad ora, di cui il caso Fiat-Marchionne di queste settimane è il tipico emblema.
Nel ribadire quanto più volte emerso nelle nostre prese di posizione in materia di lavoro, che richiamano principi di fondo sui quali non saremo mai disposti a contrattare, pare altresì opportuno sgombrare il campo da eventuali valutazioni che non devono e non possono assolutamente essere nostre.
Per essere molto chiari, intendo dire che non dobbiamo cedere mai e poi mai alla tentazione di essere pro o contro qualcuno dei due contendenti della vertenza Fiat, ormai definitia con quella sorta di referendum che ha sancito (con pochi voti di scarto a dire la verita) la vittoria della linea padronale. Chi come noi ha alle spalle una dottrina di riferimento ben precisa non può non dire: ne’ con Marchionne, ne’ con gli anti Marchionne ! E le ragioni di questa nostra valutazione di principio si fondano su due assunti.
Il primo è che i “nipotini” di coloro che nel lontano (ma non per noi) 1945 appesero per i piedi l’Uomo che più di tutti aveva concretamente tutelato il mondo operaio, sono proprio gli stessi che oggi, trincerandosi dietro un sindacalismo di casta che ancora scambia i padroni con i fascisti , vogliono riconosciuti diritti che in Italia videro la luce per la prima volta proprio grazie all’impegno di colui che pochi anni dopo sarebbe stato orrendamente martirizzato dal tanto osannato mondo partigiano che – non lo si dimentichi – venne finanziato e da potenze straniere ed anche dalle principali famiglie industriali del Nord quali i Falck, gli Agnelli e i Pirelli, tanto per fare i nomi più importanti.
Il secondo motivo sta nel fatto che la lotta per i diritti del mondo del lavoro,che in altri e meno bui tempi furono sanciti per legge da uno Stato che poi ne controllava l’applicazione attraverso sindacati nazionali e non di casta, non può fare i conti con forme di ricatto cui la Fiat ha ormai abituato l’intera Nazione da più di 60 anni. E’ ora di porre un freno a questo sudicio metodo ricattatorio che ha permesso ad una multinazionale privata di socializzare costi e perdite e privatizzare gli utili senza che ci fosse mai stato un governo di questa misera repubblichetta con il coraggio e la forza di dire: ORA BASTA !
Questo BASTA qualcuno lo deve dire, senza se e senza ma! Ma chi può farlo? Certamente non chi ha bisogno di un salario per poter mangiare e, forse, sarebbe troppo pretenderlo. Ma potrebbe – e dovrebbe - farlo un governo serio di uno Stato serio che, tra le altre cose, dovrebbe pure ricordarsi che uno degli articoli della sua Costituzione (il 43) ha in nuce un principio a noi caro che mai nessuno si è preoccupato di attuare. Forse partendo da quella base, avendo politici e governanti diversi dai masnadieri di oggi, le cose sarebbero diverse. Ma all’orizzonte ci sono solo le tenebre di un turbo capitalismo finanziario senza patria, votato a spremere tutto ciò che ha per le mani
Sono queste le ragioni che ci incoraggiano a proseguire verso la strada di un nuovo Umanesimo del Lavoro che metta l’Uomo al centro dei processi di produzione e la Nazione al centro dei doveri degli attori sociali. Sono queste ragioni che ci spingono a lanciare uno slogan che dice tutto di noi e del nostro progetto: NE’ MARCHIONNE, NE’ CGIL !!

Fernando Volpi

giovedì 13 gennaio 2011

DICIAMO NO ALLA MACELLERIA SOCIALE !

L'Italia é sospesa in un vuoto cosmico nelle attese inconcludenti di una politica tutta presa dalle liturgie classiche della democrazia assembleare; direzioni di partito, congressi imminenti, litanie parlamentari, "talk show". E nel mezzo la diatriba tra poteri dello stato l'un contro l'altro a seconda degli schieramenti di comodo e di riferimento.
Con tutto questo l'economia reale va a rotoli mentre l'Economia tecnocratica ed oligarca detta l'agenda (e Fiat ne é la dimostrazione lampante) attraverso atti di forza in cui le rappresentanze sindacali (da quelle d'impresa a quelle di categoria a quelle del lavoro diendente) giocano il solito ruolo stanco di "controparte" (se non addirittura ormai di "parte collusa" !) che il sistema ha loro delineato come parti in commedia.

La macelleria sociale invece rulla e schiaccia sempre più violentemente ogni debole resistenza dei singoli cittadini talmente impecoroniti e disillusi che non sembrano esserci margini concreti di una ribellione non diciamo rivoluzionaria ma almeno di carattere sdegnoso e di questo passo corriamo veloci verso la catastrofe del punto di non ritorno.

Rispetto alla fotografia istantanea che abbiamo descritto ci vorrebbe un colpo di reni; un'azione congiunta di tutte le realtà antagoniste e libere per dare battaglia a furor di popolo (almeno di quello che ancora si ritiene un popolo e  non un'accozzaglia multietnica di individui) alla casta ed ai suoi minuetti e lo si può fare anche partendo dal virtuale perché comunque dietro al virtuale della comunicazione digitale ci sono persone in carne ed ossa, ma sembra mancare non solo il coraggio ma soprattutto l'intelligenza.

L'intelligenza di non temere di fare i conti con la propria Storia perché senza radici nessuna linfa può scorrere in qualsiasi organismo, soprattutto quando quelle radici hanno dimostrato di essere state le uniche capaci di sgretolare le convinzioni e le convenzioni  borghesi per dare una nuova struttra alla società, al rapporto tra individui, al rapporto tra popoli.

Siamo ancora tutti presi alla gola dalla falsa mitologia propagandistica che divide ed etichetta le esperienze tra "bene" e "male assoluto" laddove la prima é definita "democrazia" e la seconda "tirannide" mentre nessuno spiega ai molti che partecipazione organica é vera democrazia e che il controllo oligarca del profitto é la vera limitazione della libertà, e su tale perverso assioma ci si accartoccia senza trovare una salda unità d'intenti.

Qualcuno però é testardo (noi per esempio) ed allora non smettiamo di credere che presto la ragione dovrà prevalere sulle isterie singole e di gruppo; sarà veramente il momento quello per dimostrare " che il sole invitto non muore mai".

 

mercoledì 12 gennaio 2011