lunedì 26 aprile 2010

Egemonia o sopravvivenza.


Ma di che cosa vogliamo discutere ?
A guardare i "morti viventi" nelle passerelle istituzionali di ieri a ricordare una data che in ogni altra parte del mondo una Nazione seria, almeno per pudore, avrebbe da serbare commossa in silenzio trattandosi del momento in cui ha perso la sua sovranità per divenire colonia eterodiretta, e accorgersi che ancora ci sono emeriti imbecilli che ancora si perdono dietro al nemico "civetta" mentre il Vero NEMICO continua a depredare anche loro del futuro, della dignità e del lavoro, viene proprio da farsi quella domanda.
La situazione economica continua a scivolare verso la sofferenza generale, il disagio sociale di conseguenza - ma non solo - é ormai a livello di vero e proprio allarme e vogliamo stare a guardare chi é contro chi nel "palazzo" ?
Mi cresce giorno dopo giorno dentro una insofferenza totale verso chiunque ci considera dei fastidiosi "rompicoglioni" non certo perché non lo siamo (orgogliosamente, anzi !), ma per le motivazioni che vengono edotte da certi emeriti incoerenti che tentano di arrampicarsi su vetri scivolosi pur di convincere (forse convincersi) che appoggiare in qualche modo la realtà politica rappresentata attualmente da Berlusconi sia la vera soluzione dei problemi italici.
A noi non interessa più nulla dare ragione "al meno peggio" perché questo peggio é comunque un male per noi ed i nostri connazionali e le Genti del continente di cui siamo parte, e ciò ci basta per avere la certezza che con il nemico non ci può essere nessun contatto; mai più.
E' questione di sopravvivenza per tutti, e l'istinto di sopravvivenza, fortunatamente, non fa calcoli e non vive di ipocrisie.